Studi e Dossier sulla salute

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L’obiettivo di Studi e Salute è di creare una BANCA DATI di articoli e dossier in vari ambiti della ricerca scientifica con un impatto per la salute umana.

In particolare verrà dato spazio alla raccolta di materiale allestito e revisionato da ricercatori indipendenti, per poter sostenere la ricerca scientifica priva di conflitti d’interesse e per aiutare il singolo nella scelta consapevole e correttamente informata in un ambito che diventa sempre più complesso, sia dal punto di vista scientifico per la rapida evoluzione delle scoperte e delle innovazioni tecnologiche, che per l’enorme quantità di informazioni che richiedono di essere costantemente verificate per la loro validità.

Questa sezione raccoglie attualmente gli studi e i dossier della dr.ssa Loretta Bolgan, sul tema COVID-19 (vaccino, danni multiorgano, prevenzione e terapie) e sui vaccini (indagine sulla qualità di vaccini in commercio).

INFORMATIVA:

Il contenuto di tutti i presenti scritti e' un contributo allo studio ed all'approfondimento dei temi trattati ed alla ricerca medica scientifica. Le indicazioni proposte non sostituiscono il consiglio medico e quindi la diagnosi e la prescrizione dei rimedi a scopo terapeutico deve essere effettuata sotto il controllo di un medico o di un professionista qualificato e abilitato all'esercizio. Pertanto si declina ogni tipo di responsabilità per un uso improprio dei presenti documenti

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COVID-19

VACCINI

  • Nella seguente sezione sono raccolti i risultati dello studio sulla qualità di alcuni vaccini presenti sul mercato, finanziato e supportato dall’associazione no-profit CORVELVA, e divulgati dal 08.07.2018 al 27.06.2020, per il quale ho lavorato personalmente come responsabile scientifico del progetto.

    CLICCA QUI PER SCARICARE IL DOSSIER ANALISI CORVELVA

    Scarica qui sotto le risorse:

  • Tale studio fa parte del proseguimento dei lavori della Commissione Parlamentare d’inchiesta sui militari della XVII legislatura (Commissione Parlamentare di inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione all’esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno e da somministrazione di vaccini, con particolare attenzione agli effetti dell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e della dispersione nell’ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico e a eventuali interazioni), in quanto tra gli obiettivi della Commissione stessa, era prevista l’analisi dei vaccini e la valutazione della loro qualità.

    Poiché la Commissione non è stata in grado di svolgere l’indagine di laboratorio, il gruppo Vaccini, con a capo come presidente l’On. Ivan Catalano, ha esaminato la parte confidenziale dei dossier di registrazione forniti da AIFA stessa, e ne è emerso un quadro di criticità molteplici per l’aspetto della sicurezza, dell’efficacia e soprattutto della qualità.

    L’approfondimento bibliografico ha permesso di confermare tali criticità e di richiedere come passaggio fondamentale per verificare la reale qualità dei vaccini, l’analisi di lotti di vaccini attualmente in commercio.

    Corvelva si occupa dal 1993 di libertà di scelta nel suo ampio significato (vaccinale, terapeutico, ambientale, sostegno all’agricoltura biologica ect) e si è resa disponibile a sostenere, con i fondi raccolti dai genitori e con il lavoro a titolo volontario dei suoi membri, l’analisi della qualità di quattro vaccini: Infanrix hexa, Hexyon, Gardasil 9 e Priorix tetra.

    La scelta su tali vaccini è legata anche all’entrata in vigore della legge 119/2017 che con l’imposizione dell’obbligo vaccinale si è contrapposta alla situazione di libertà vaccinale vigente in Veneto attuata con successo per circa 10 anni. 

    Va premesso che tale indagine non aveva lo scopo di effettuare nuovamente le analisi per il rilascio del lotto, che effettuano i produttori prima della commercializzazione secondo protocolli molto rigorosi, ma di svolgere uno screening il più completo possibile di tutti i componenti potenzialmente presenti nei vaccini all’atto dell’inoculazione.

    Per fare questo sono stati scelti dei service provider che lavorano nell’ambito della ricerca e sviluppo con tecnologie d’avanguardia quali la spettrometria di massa e il sequenziamento di ultima generazione applicate all’analisi di matrici complesse, per valutare la conformità a quanto riportato in scheda tecnica e la potenziale presenza di contaminazioni chimiche, proteiche e di materiale genetico che possono rappresentare un rischio per la salute a breve e a lungo termine.

    Per quanto riguarda le analisi dei componenti chimici e proteici, è emerso quanto segue:

    • Tutti i vaccini analizzati risultano difettosi dal punto di vista della qualità e potenzialmente pericolosi per la presenza di un numero elevato di contaminanti non dichiarati, e in gran parte non noto come struttura. In particolare, è stata riscontrata la presenza dell’amfetamina illegale APDB nel vaccino Gardasil9, contaminazione che è stata oggetto di un esposto depositato presso i NAS a Maggio 2019 ad oggi senza risposta.
    • Alcuni vaccini non contengono tutti gli antigeni dichiarati in scheda tecnica, intendendo dal punto di vista chimico per antigeni proteine solubili e digeribili mediante i comuni protocolli per l’analisi delle proteine, mentre è stata riscontrata la presenza di un composto macromolecolare insolubile e indigeribile nei vaccini contenenti proteine e alluminio come adiuvante.
    • È emerso inoltre che questi aggregati insolubili ed indigeribili hanno proprietà chimico-fisiche simili a quelle delle proteine prioniche e una significativa omologia di sequenza con prioni classificati in banche dati

    Le analisi metagenomiche, con le quali è stato studiato il materiale genetico presente sia come antigeni virali che come contaminazioni, hanno evidenziato:

    • La presenza di retrovirus cancerogeni in diversi vaccini, contaminazione non permessa dagli enti regolatori per la pericolosità
    • La presenza di DNA fetale umano nel vaccino Priorix tetra in quantità tale da essere il maggior componente biologicamente attivo del vaccino. Il DNA fetale è stato dimostrato provenire dalla linea cellulare fetale umana MRC-5, e il sequenziamento dell’intero genoma ha rilevato traslocazioni e mutazioni in numero consistente in geni potenzialmente associati alla trasformazione neoplastica.

    Questi risultati confermano i ben noti gli studi della Dr.ssa Deisher riguardo la presenza del DNA fetale e la sua potenziale pericolosità.

    • Nel vaccino Priorix tetra, l’antigene della rosolia, è risultato essere presente in numero di copie inferiore a quello dei virus avventizi cancerogeni con evidente discutibilità dell’efficacia del vaccino stesso.
    • I virus attenuati del Priorix tetra sono risultati essere costituiti da popolazioni di virus mutanti detti quasispecie che, nel caso della parotite, si differenziano anche tra lotto e lotto. Questo, sulla base di studi scientifici presenti in letteratura, costituisce un grave limite per la garanzia dell’efficacia sostenuta dai produttori e dalle agenzie regolatorie.
    • In quasi tutti i vaccini analizzati è stata riscontrata la presenza di contaminazioni di materiale genetico proveniente da microorganismi avventizi e dal processo di produzione mediante la tecnica del DNA ricombinante. Queste contaminazioni sono note per causare malattie autoimmuni, infiammatorie, tumorali e allergiche e sono considerate dalla comunità scientifica un grave rischio per la salute.

    Questi risultati sono stati confermati interlaboratorio e inviati integralmente alle autorità competenti (AIFA, EMA, PEI) con l’invito di procedere con urgenza ad ulteriori approfondimenti, visto il potenziale impatto negativo sulla salute pubblica in particolare della fascia di età pediatrica.

    Ad oggi però le agenzie regolatorie hanno risposto in maniera generica senza fornire dati analitici specifici che permettano di contestare i risultati messi a loro disposizione. 

    Ne segue  che questo ampio studio preliminare rimane tuttora l’unico svolto a livello mondiale, senza contestazioni degne di nota.

  • In questa sezione sono raccolte le relazioni finali e documenti pubblici rilevanti delle commissioni parlamentari d'inchiesta sui casi di morte e di gravi malattie che hanno colpito il personale italiano impiegato in missioni militari all’estero, nei poligoni di tiro e nei siti di deposito di munizioni, in relazione all’esposizione a particolari fattori chimici, tossici e radiologici dal possibile effetto patogeno e da somministrazione di vaccini (in commissione "Scanu"), con particolare attenzione agli effetti dell’utilizzo di proiettili all’uranio impoverito e della dispersione nell’ambiente di nanoparticelle di minerali pesanti prodotte dalle esplosioni di materiale bellico e a eventuali interazioni

    (febbraio 2005-Febbraio 2018) e precisamente la Commissione "Franco" (Febbraio 2005/ Marzo 2006), "Menapace" (Ottobre 2006/Febbraio 2008), "Costa" (settembre 2010 / Dicembre 2012); "Scanu" (Giugno 2015/ Febbraio 2018).

    Nella Commissione G. P. Scanu ho partecipato come consulente tecnico del gruppo Vaccini del Vicepresidente On. I. Catalano.

    Un ricordo speciale va a tutti i militari danneggiati deceduti o gravemente invalidi e alle loro famiglie, con un particolare affetto per Francesco Rinaldelli, Francesco Finessi e il prof. Franco Nobile.

    CLICCA QUI PER SCARICARE LA DOCUMENTAZIONE

    Scarica qui la Presentazione Commissione Scanu

    PUBBLICAZIONI:

    Gennaro V, Negrisolo O, Bolgan L, Catalano I.

    Incidenza di tumori maligni (1996-2012) in giovani militari italiani inviati in missione all’estero. Analisi preliminare dei dati della Commissione parlamentare di inchiesta su uranio impoverito e vaccini (CUC) [Incidence of malignant tumours (1996-2012) in young Italian soldiers sent on mission abroad. Preliminary analysis of the data of the Parliamentary Enquiring Commission on depleted uranium and vaccines (CUC)]. Epidemiol Prev. 2019 Jan-Feb;43(1):48-54. Italian. doi: 10.19191/EP19.1.A002. PMID: 31111712.

    http://www.epiprev.it/militari-italiani-inviati-mission

    http://www.epiprev.it/ART-Militari_Advance.PDF

    http://www.epiprev.it/ART-Militari_MaterialeAggiuntivo.pdf

    Gennaro V, Bolgan L, Negrisolo O, Catalano I.

    Ma come stanno davvero i militari italiani tornati dalle missioni all’estero? [How are the Italian soldiers sent on mission abroad?].

    Epidemiol Prev. 2020 Jan-Feb;44(1):5. Italian. doi: 10.19191/EP20.1.P005.006. PMID: 32374102.

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